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Uova, zucchero e farina: la semplicità dei Camporelli

La storia di grano odierna ci porta in quel di Novara, proprio nel centro storico della città… e dobbiamo confessarvi che, per recarci da Camporelli, ci è bastato seguire il profumo di biscotti.

Cinque generazioni ed una consolidata esperienza centenaria garantiscono ancora oggi l’autenticità di un tempo: grazie ad un’accurata selezione delle materie prime utilizzate e alla produzione artigianale, dal 1852 Camporelli si distingue nel settore dolciario per la produzione dei classici Biscottini di Novara, ormai divenuti un vero e proprio prodotto d’eccellenza.
Abbiamo avuto il piacere di colloquiare con il titolare, Ambrogio Fasola, giovane imprenditore che decise di dedicarsi all’attività di famiglia. Ci accoglie in quello che lui definisce il suo ufficio estivo, ovvero una scrivania posizionata nel cortile che collega la zona della produzione al punto vendita, un luogo bucolico circondato da glicini e piante, con vista sulla cupola di S.Gaudenzio, universalmente riconosciuta come simbolo della città.

“Da ragazzo andare a scuola non era la mia passione, quindi, all’età di 15 anni, scrissi una lettera a mio padre chiedendogli formalmente se potessi lavorare insieme a lui piuttosto che continuare a studiare. Lui non fece una piega, mi rispose semplicemente che il martedì successivo sarebbe arrivato un camion pieno di sacchi di farina da scaricare. Capii subito che quello sarebbe stato il mio primo compito”.

In questo modo è cominciato il percorso lavorativo di Ambrogio, che ovviamente, negli anni, ha maturato esperienza dall’ambito della produzione all’area commerciale, fino a diventare il vero e proprio tuttofare dell’azienda, perchéun artigiano non può delegare, ma seguire da vicino ogni minimo aspetto della propria attività, dall’approvvigionamento delle materie prime alla vendita”.

Incuriositi, torniamo alla storia dei Biscottini di Novara. Ambrogio ci racconta che erano nati nei conventi cittadini a metà del 1500, confezionati dalle monache come dolce della festa e regalati dal clero novarese a quello romano. Ma nei primi anni del XIX secolo, un editto napoleonico aveva obbligato a spostare fuori dalle mura cittadine cimiteri e conventi, quindi la tradizione perpetrata fino ad allora rischiava di andare perduta.
Senonché nel 1852 la famiglia Camporelli, fatto tesoro della formula originale dei biscotti, ne riprese la produzione, perfezionandone la formula e ottenendo così un prodotto dai sani principi nutrizionali. Tant’è che dall’inizio del 1900, veniva venduto all’interno delle farmacie come prodotto altamente nutrivo e con un alto contenuto calorico, apportato specialmente dall’uovo.
In termini di ricetta, l’unica grande differenza rispetto a quella originale è la presenza dello zucchero: prima del 1500, la ricetta prevedeva l’uso del miele come dolcificante. Semplicemente, ci spiega, all’epoca Cristoforo Colombo non era ancora tornato dalle Americhe portando lo zucchero sulle sue caravelle!
Noi, però, siamo certi che, al di là di questa variazione, ci sia qualcos’altro a rendere così speciali questi biscotti, ma Ambrogio non si sbottona..

“I nostri biscotti nascono da una particolare alchimia che nemmeno io vi so spiegare. Siamo orgogliosi di poter dire che il prodotto finale è lo stesso dal 1852: nasce da una serie di fattori che sono rimasti invariati e che fieramente rispettiamo ancora oggi. Se modificassimo anche solo uno di questi elementi, probabilmente i nostri biscotti non sarebbero più gli stessi. Anche il fatto di produrli in pieno centro fa parte di questa alchimia”.

Non stentiamo a credergli: mentre intervistiamo Ambrogio, ci rendiamo conto di quanto sia poetico tutto l’ambiente che ci circonda. Un biscottificio artigianale in pieno centro a Novara, gente che passeggia nei paraggi e che viene avvolta da questo profumo intenso, insegne storiche che rendono affascinante l’idea di un bimbo che entra nel negozio per la prima volta e che ci ritornerà negli anni a venire tenendo per mano il proprio figlio. Sì, perché la tradizione di famiglia non è solo riferita a chi i biscotti li produce, ma anche a chi li consuma. Vi è infatti una grande unione tra i cittadini ed il marchio Camporelli.

“Gli ingredienti sono pochi, semplici e di qualità: solo uova fresche montate con lo zucchero e ­fior fior di farina. Nient’altro, come tradizione vuole.
Non vengono utilizzati grassi aggiunti né prodotti a base di latte. La semplicità degli ingredienti, la totale assenza di lattosio (spesso causa di intolleranze), il basso tenore di grassi (solo il 2,85%) e l’assenza di olii di palma e di altro genere, rendono il nostro biscotto a in linea con le sempre più attuali richieste di prodotti sani e leggeri. La veloce cottura su carta, da cui i biscottini vengono staccati manualmente, ed il loro lento essiccamento (da qui il nome bis-cotto, cotto due volte), sono gli altri semplici segreti della sua leggendaria leggerezza”.

A proposito di uova fresche, chiediamo ad Amborgio se un caso come quello del FIPRONIL possa influenzare negativamente un’attività come la sua.

“A dire il vero, il problema non ci tange particolarmente perché, tra le materie prime, quella che utilizziamo maggiormente è la farina e, comunque, abbiamo a che fare con un fornitore di uova storico, con cui non abbiamo mai avuto problemi. Per altro, a nessun nostro cliente è mai venuto il dubbio che la nostra azienda potesse avere problemi simili”.

L’azienda Camporelli si trova nel pieno centro di Novara, a due passi da Corso Cavour, in Vicolo Monte Ariolo, sede in cui è presente anche lo storico punto vendita, nel quale è possibile acquistare una vasta gamma di prodotti d’eccellenza dolciaria Piemontese, confezioni regalo per ogni esigenza, tea, marmellate e cioccolato delle più prestigiose marche, oltre ai classici Biscottini Camporelli.
Le scatole di cartone e di latta sono talmente originali da poterle considerare oggetti da collezione, e sicuramente questo aspetto potrebbe rappresentare un valore aggiunto per un negozio come questo.

Camporelli è anche presente nella grande distribuzione, quindi vi sarà sicuramente capitato di vedere qualche pack di questi squisiti biscotti sugli scaffali di vari supermercati.

“Negli anni, la grande distribuzione è cambiata. Oggi, anche un artigiano può proporre le sue specialità ai buyer, perché l’obiettivo delle insegne è quello di diversificarsi inserendo sui propri scaffali anche prodotti di nicchia o tipici di determinate zone d’Italia.
Credo che questo cambiamento sia dovuto, almeno in parte, al successo di Eataly, che ha completamente rivoluzionato il concetto della spesa e innalzato il livello di qualità dei prodotti a scaffale, dando grande importanza anche a noi artigiani.

Per la gioia degli intervistatori, è giunto il momento dell’assaggio, condito da una serie di spiegazioni tecniche relative al processo di produzione dei biscottini.
Ambrogio ci parla di 7 quintali al giorno di biscotti prodotti, venduti prevalentemente in Piemonte e Lombardia. Nasce spontaneo il discorso su un atavico dilemma imprenditoriale: quale sia il fattore distintivo che differenzia un artigiano da un’industria.

“Secondo me questa differenza andrebbe regolamentata meglio. Non è possibile che per distinguere la realtà artigianale da quella industriale ci si basi solo sul numero di dipendenti, anche perché un tempo, effettivamente gli artigiani erano piccoli, e quindi avevano pochi collaboratori, e le industrie grandi, quindi necessitavano di un gran numero di personale. Ora, con l’avvento della tecnologia, la situazione si è invertita: il vero artigiano ha bisogno di molte persone per poter sostenere tutti i processi fatti come un tempo, mentre le linee di produzione industriali hanno dimezzato la necessità di personale.
Inoltre mi sorprendo ancora di come l’istituto dell’autodisciplina pubblicitaria non sia intervenuto in determinati casi in cui le multinazionali si pubblicizzano con forni a legna e mulini a vento, che nell’immaginario collettivo rimandano al lavoro artigianale, guardandosi bene dal mostrare le linee di produzione. E’ ovvio che con questo tipo di comunicazione si riesce a nascondere al consumatore la realtà dei fatti, allontanandolo dalla vera immagine dell’industria di oggi”.

Chiudiamo con una dichiarazione del Dott. Rodolfo Pidutti, biologo nutrizionista.

“Se è vero, come è vero, che l’uomo ha bisogno di tre macronutrienti (glucidi, lipidi e protidi) per vivere in buona armonia con il proprio sistema endocrino, allora i biscotti Camporelli sono l’alimento ideale per tutti, dai bambini ai ragazzi, dagli adolescenti agli adulti fino alle persone anziane, che necessitano di un prodotto facilmente digeribile.
Camporelli sono ottimi a colazione, come snack, per merende e intermezzi piacevoli.
Il valore nutrizionale dei Camporelli è costituito fondamentalmente dall’apporto delle proteine di buon valore biologico delle uova; dai grassi, per la gran parte di tipo insaturo (non dannosi per la salute); dai sali minerali, essenzialmente ferro (fondamentale per la formazione dell’emoglobina) e zinco (importante per il corretto funzionamento degli ormoni, dell’olfatto, della vista e della memoria).
Camporelli? Un alimento anche nutrizionalmente ‘buono’”.

L’azienda Camporelli è oggi un punto di riferimento della tradizione dolciaria piemontese, come testimoniato anche dal riconoscimento per l’Eccellenza Artigiana, conferito tra i primi dalla Regione Piemonte.

A noi piace pensare che anche solo una piccola parte del successo della famiglia Camporelli sia merito della nostra farina.